Riportiamo la versione integrale dello statuto dell'ATC.

 

 STATUTO DELL'AMBITO TERRITORIALE DI CACCIA "VOMANO"

(Art. 24 L.R. n. 30/94)

 

   TITOLO  I

 DEFINIZIONE E DELIMITAZIONE DEGLI AMBITI TERRITORIALI DI CACCIA

    Art.  1

 1.   In  ogni  comprensorio  faunistico,  la  parte  di  territorio agro-silvo-pastorale  destinato all'attività venatoria  nella  forma  di  caccia  programmata viene denominato   Ambito Territoriale  di Caccia,  di seguito indicato con la sigla A.T.C..

    Art.  2

 1.  La Provincia nel  rispetto della localizzazione dei comprensori faunistici effettuata dalla Regione secondo quanto   previsto  dal   secondo  comma,   lettera  a), dell' art.  8 della L.R.   30/94, attua la delimitazione degli  Ambiti nei  termini  e con  le  modalità di  cui all'art.  21 -  comma 4 - della L.R.   30/94 e provvede ad assegnare   ad   ogni  A.T.C.   provinciale   una denominazione   convenzionale    per   facilitarne   la identificazione.

 2.  La tabellazione perimetrale  deve essere eseguita a cura del Comitato di Gestione con i fondi in dotazione dell'A.T.C.  e  sotto   il  controllo  della  Provincia competente.

 3.   La  sede legale  di  ogni  A.T.C., scelta  secondo quanto disposto  dal quinto comma dell' art.   24 della L.R. 30/94,  deve  essere comunicata  alla  Provincia competente dagli Organi dell'A.T.C..

  

TITOLO II

  ORGANI DELL'AMBITO TERRITORIALE DI CACCIA  E FUNZIONAMENTO

 

   Art.  3

 

1.   Gli  Organi  dell'A.T.C.,  individuati  dal  primo comma dell'art. 26 della L.R. 30/94 sono:

a) l'Assemblea dei cacciatori iscritti;

b) il Comitato di Gestione;

c) il Presidente del Comitato di Gestione;

d) il Collegio dei Revisori dei Conti.

 

2.  I  vari componenti  degli Organi di  gestione degli A.T.C.  vengono  designati,  con le modalità  previste dall' art.   26   della  L.R.   30/94.

Il Presidente dell'Amministrazione  competente provvede,  con proprio atto, entro 30 giorni dalle designazioni dei Componenti al loro  insediamento ed  alla convocazione, presso la sede provinciale, della prima riunione.

 

3.   Le Associazioni  venatorie riconosciute  a livello   nazionale che per la stagione venatoria 1993/1994 hanno avuto  in  sede  provinciale   un  numero  di  iscritti inferiore ad  un quindicesimo dei  cacciatori residenti  in Provincia,  nonché altre Associazioni  venatorie non riconosciute a livello nazionale,  non hanno diritto di rappresentanza  nei Comitati  di Gestione  degli A.T.C. provinciali.   Alle  rimanenti Associazioni  venatorie, aventi  diritto  di   rappresentanza,  viene  assegnato inizialmente   un    rappresentante a    ciascuna   e successivamente  detto  numero  viene  incrementato  in proporzione alla    rappresentatività   a    livello provinciale e comunque in un numero non superiore a tre per ciascuna Associazione venatoria.

 

4.  La  verifica del  diritto di  rappresentanza nonché del numero dei rappresentanti per ciascuna Associazione o Ente, viene eseguita dalla Provincia.

 

5.  Le designazioni  vengono effettuate dagli Organismi Provinciali delle Associazioni Venatorie riconosciute a livello nazionale presenti nell'A.T.C.

 

6.    I  rappresentanti   designati   dagli  Enti e/o Associazioni possono essere sostituiti insindacabilmente  con motivazione  adeguatamente motivata  da chi  ha provveduto a designarli.   I  sostituti permangono  in carica  fino alla  scadenza del  periodo di nomina del rappresentante sostituito.

 

 Art. 4

 

1.  Il Comitato di Gestione degli A.T.C. ed il Collegio dei Revisori dei  Conti durano in carica  cinque anni e continuano   ad  esercitare   le  loro   funzioni  sino all’insediamento dei nuovi organi.

2.   I rappresentanti  del Comitato  di Gestione  degli A.T.C. ed i membri del  Collegio dei Revisori dei Conti possono  essere, alla  scadenza  del  loro mandato,  di nuovo  designati  alle   rispettive  cariche,  salvo  i rappresentanti revocati.

 

Art. 5

 

1.   Il Comitato  di Gestione  degli A.T.C.  si insedia validamente  con  la nomina  di  almeno  due terzi  del numero dei rappresentanti previsti.

2.   Il  Comitato  di Gestione  nella  prima  riunione, presieduta  dal rappresentante  più anziano, elegge al suo interno,  secondo quanto previsto dal  quinto comma dell'art.  26 della  L.R.   30/94,  il Presidente,  al quale  spetta  la  rappresentanza legale  del  Comitato stesso, e il Vicepresidente.

3.  Il  Presidente convoca le riunioni  del Comitato di Gestione e provvede a stilare l'ordine del giorno della seduta  tenendo conto  anche  delle eventuali  proposte avanzate in  tal senso dai componenti  del Comitato e/o di quelle formulate dall'Assemblea  dei cacciatori.  Il Comitato di Gestione può  essere, altresì, convocato su richiesta di un terzo dei propri componenti.

4.   Le  proposte di  cui  al  comma precedente  devono pervenire al Presidente almeno sette giorni prima della data della  riunione del Comitato di  Gestione; in caso contrario verranno  inserite  nell'ordine  del  giorno della seduta immediatamente successiva.

5.   I provvedimenti  adottati, in  via d'urgenza,  dal Presidente  autonomamente devono essere  sottoposti  a ratifica da parte del Comitato di Gestione nella seduta immediatamente  successiva   alla  data  in   cui  detti provvedimenti sono stati adottati.

6.   La comunicazione  delle riunioni del  Comitato  di Gestione, corredata dell’indicazione del luogo, data e ora previsti per la prima e seconda convocazione deve essere spedita almeno dieci giorni prima della data di convocazione.

7.   Ai  Componenti  del   Comitato  di  Gestione,  per ciascuna  effettiva partecipazione alle  riunioni  del Comitato  stesso, viene  corrisposto il  rimborso delle spese di viaggio

ai sensi della vigente legislazione ed un eventuale gettone di presenza, il cui importo, determinato dallo stesso Comitato, non può essere superiore a quello previsto per i membri delle consulte provinciali della caccia.

Il Comitato di Gestione può riconoscere, in luogo del gettone di presenza, un’indennità di funzione al Presidente dell’Ambito Territoriale di Caccia.

Essi hanno altresì diritto al rimborso spese, qualora siano incaricati con delibera del Comitato di Gestione, sentito il parere dell’Assemblea dei Delegati, a speciali compiti o funzioni. Tutte le spese, comprese quelle di vitto per un massimo di £. 30.000 a pasto, dovranno essere fiscalmente documentate.

8.  Su proposta avanzata a norma dei precedenti commi 3 e 4,  da almeno  la  metà dei membri  del Comitato  di Gestione,  che dovrà  comunque essere  deliberata dalla metà più  uno dei suoi componenti,  può essere inserito all'ordine  del  giorno  anche la discussione  sulla eventuale   sostituzione   del   Presidente e/o del Vicepresidente del Comitato di Gestione.

 

Art. 6

 

1.  Il Presidente presiede  le riunioni del Comitato di Gestione dell'A.T.C., in caso di impedimento temporaneo le sue funzioni sono esercitate dal Vice - Presidente.

2.   Le  funzioni   di  segretario  verbalizzante  sono svolte    preferibilmente    da   uno dei    quattro rappresentanti degli Enti pubblici.

3.  Le  riunioni del  Comitato di Gestione  sono valide solo se risultano presenti in prima convocazione almeno due terzi  dei rappresentanti del Comitato di Gestione ed in seconda convocazione con almeno un terzo  dei rappresentanti previsti.

4.   Le  decisioni  assunte sono  valide  quando  hanno conseguito  il voto  favorevole della maggioranza  dei rappresentanti  presenti e  votanti.  L'astensione  non viene computata tra  i voti validi.  In  caso di parità prevale il voto del Presidente.

5.    Prima  dello   scioglimento   della  seduta,   il segretario   deve   dare   lettura  del verbale   per l'approvazione   e   lo   sottoscrive   unitamente   al Presidente.

6.  Il  Presidente cura  che gli atti  adottati vengano attuati.

 

Art.  7

 

1.  Il  Presidente del Comitato di  Gestione qualora un rappresentante del Comitato, senza giustificato motivo, non intervenga a tre sedute consecutive del Comitato di Gestione, inserisce all'ordine  del giorno della seduta successiva  a quella  in cui  per la terza volta  si è constatata l'assenza del rappresentante, la proposta di revoca   da inviare   all'Amministrazione  Provinciale competente.

2. Il   Presidente   notifica,    tramite   lettera raccomandata con avviso di ricevimento, la decisione di richiesta di revoca assunta dal Comitato di Gestione ai seguenti soggetti:

a) Amministrazione     Provinciale      competente territorialmente;

b) rappresentante del  Comitato di Gestione interessato al provvedimento di revoca;

c) Ente   o   Associazione  che   ha   designato   il rappresentante.

3. Il rappresentante  interessato  dalla proposta  di revoca  può, entro  sette  giorni  dalla notifica,  far pervenire all'Amministrazione Provinciale competente le sue controdeduzioni.

4. L'Amministrazione   Provinciale  competente  deve, entro venti  giorni dall'avvenuta notifica, deliberare in merito sulla base degli atti in suo possesso.

5.  La  decisione assunta  dalla Provincia  deve essere notificata    entro     otto  giorni dall'adozione all'interessato ed ai sotto elencati enti:

a) Comitato di Gestione dell'A.T.C. interessato;

b) Ente o Associazione che aveva provveduto a designare il   rappresentante revocato; lo  stesso   Ente   o Associazione dovrà effettuare una nuova designazione in caso di revoca.

6. I rappresentanti  dei Comitati  di Gestione  degli A.T.C. interessati dal provvedimento di revoca, di cui al  precedente comma,  per un  quinquennio non possono ricoprire cariche degli Organi di gestione degli A.T.C. siti nel territorio regionale.

 

   Art. 8

 

 1.    Il   Comitato   di  Gestione   dell'A.T.C.,   per l'espletamento dei compiti e  per il raggiungimento dei fini previsti  dall'art.  25 della L.R.   30/94, adotta provvedimenti deliberativi nel rispetto delle procedure stabilite  dal  presente  Statuto e  nell'ambito degli stanziamenti  finanziari assegnati  ed integrati  dalle quote  versate   dai cacciatori iscritti   e  ammessi all'A.T.C..

2. Il  Comitato   di  Gestione,  per   l'attuazione  dei programmi e  delle attività  di cui all'art.   25 della L.R.   30/94,  può  avvalersi della  struttura  tecnica provinciale, senza  che  ne  derivi  alcun  onere,  di qualsiasi  natura, a  carico dello  stesso Comitato  di Gestione.

3.    Per  la   predisposizione   di  piani   specifici d'interventi,  tesi  alla  realizzazione del  prelievo venatorio   nonché   allo   studio,   salvaguardia   ed incremento  della fauna   selvatica,  il  Comitato  di Gestione    può   nominare    su   parere   favorevole dell'Assemblea  dei Delegati,  anche consociandosi  con uno o più A.T.C.  regionali, esperti da individuare fra i diversi  profili  professionali, muniti  di  adeguato titolo  di studio  e  di  provata capacità.   Nell'atto deliberativo deve essere determinato:

a) l'oggetto dell'incarico;

b)  il  tempo entro  il  quale  l'incarico deve  essere espletato;

c) il compenso della prestazione professionale;

d) la quota di rimborso spese.

4. Tutti   gli  atti  deliberativi   predisposti  dal Comitato  di Gestione  devono  essere inoltrati,  entro trenta     giorni     dalla    data     di     adozione all'Amministrazione Provinciale.

5. Il programma  annuale degli  interventi, corredato della relazione  tecnica sull'andamento  della gestione faunistico-venatoria   dell'annata  precedente,   viene inviata a cura del  Presidente del Comitato di Gestione degli A.T.C. all'Amministrazione Provinciale competente entro il 20 febbraio di ogni anno.

6.  L'Amministrazione Provinciale  mette a disposizione di chiunque voglia prenderne visione i documenti di cui al comma quarto e quinto del presente articolo.

 

TITOLO III

 DECADENZA DEL COMITATO DI GESTIONE

 

 Art. 9

1.  I  singoli rappresentanti del Comitato  di Gestione dell'     A.T.C.     vengono  dichiarati     decaduti dall'Amministrazione Provinciale competente:

a) per dimissioni volontarie;

b)  per  i  motivi  di cui  all'art.   7  del  presente regolamento;

c)  quando ad  uno  di essi  viene  comminata una  pena detentiva con sentenza passata in giudicato;

d) per condanna, con sentenza passata in giudicato, per reato previsto dall'art.  30,  primo comma, della Legge 11.2.1992, n. 157;

e) per morte.

2.  L'Amministrazione,  entro trenta giorni  dalla data nella quale è stata irrogata  la decadenza , provvede a deliberare  la  sostituzione   del  rappresentante  del Comitato di  Gestione  dell'A.T.C.  designato  con  le modalità previste dall'art. 26 della L.R. 30/94.

 

 Art. 10

 

1.   Il   Presidente  della  Provincia   provvede  allo scioglimento  dell'intero   Comitato di Gestione dell'A.T.C.  dopo cinque  anni dal  suo insediamento  e contestualmente all'assunzione dell'atto  deliberativo di insediamento del nuovo organo di gestione.

2.    Il  Presidente   della  Provincia   deve  inoltre procedere allo scioglimento del Comitato di Gestione:

a)   in  caso   di  inerzia   o  di   impossibilità  di funzionamento  a  causa  delle  reiterate carenze  del numero legale nelle riunioni del Comitato stesso;

b)  in   caso  di  reiterato  mancato   rispetto  delle scadenze temporali previste dal presente Regolamento;

c)   per   mancata  convocazione   dell'Assemblea   dei cacciatori dell'A.T.C. con cadenza almeno semestrale;

d)  per   mancata  attuazione,  per  almeno   tre  anni consecutivi,  degli interventi  di miglioramento  degli habitat  previsti dal  piano attuale  di miglioramento adottato dal Comitato  di Gestione, sentita l'Assemblea dei   Delegati   e    successivamente   fatto proprio dall'Amministrazione Provinciale;

e) per gravi  irregolarità o  inadempienze riscontrate dai Revisori dei Conti;

f) qualora   il   bilancio  economico   di   gestione dell'A.T.C. venga chiuso in passivo.

g) Anche  in presenza  di modificazioni del  numero dei comuni il  Comitato di  Gestione rimane in  carica fino alla sua naturale scadenza.

3. Contestualmente    all'assunzione     dell'atto deliberativo di scioglimento anticipato del Comitato di Gestione,  l'Amministrazione Provinciale  provvede alla nomina  di  un Commissario  straordinario   al  quale affidare  la  gestione   amministrativa  ordinaria nel periodo  di  vacatio  fino all'insediamento  del  nuovo Comitato  di  Gestione dell'A.T.C.,  insediamento  che dovrà avvenire entro e non oltre sei mesi dalla data di scioglimento del precedente Comitato di Gestione.

 

 TITOLO IV

 ASSEMBLEA DEI CACCIATORI DELL'A.T.C.

 

 Art. 11

 

1.  L'Assemblea  dei cacciatori di un  A.T.C. è formata dai delegati dei  cacciatori aventi diritto all'accesso all'A.T.C..

2.  I  delegati, nel  numero massimo di  cento, vengono designati dalle  Associazioni venatorie  riconosciute a livello nazionale ed operanti  nella Provincia in cui è localizzato l'A.T.C.;  i delegati  sono scelti  fra gli iscritti che svolgono  l'attività venatoria nell'A.T.C. gli organismi provinciali  delle Associazioni venatorie citate, provvedono a fornire ai Comitati di Gestione le designazioni dei  Delegati ed a informare  i cacciatori iscritti nell'A.T.C. per l'eventuale attribuzione della delega.

3.   Il   numero  dei  delegati  è   ripartito  fra  le Associazioni  venatorie  in   modo  proporzionale  alla rappresentatività   provinciale  assicurando   ad  ogni associazione, di cui al comma due, un minimo del 5% del numero totale dei delegati.

4.  I  delegati dei cacciatori rimangono  in carica per la durata di anni cinque e sono rieleggibili.

5.    L'Assemblea  dei   delegati  adotta   lo  Statuto dell'A.T.C.  ed  è  sentita dal Comitato  di  Gestione dell'A.T.C., sui seguenti argomenti:

- adozione del bilancio di previsione annuale;

- approvazione del conto consuntivo;

- determinazione    o   modifica    delle   quote    di partecipazione  dei  cacciatori iscritti  ed  ammessi all'A.T.C.;

- adozioni di  atti sui  quali il Comitato  di Gestione intenda acquisire il parere dell'Assemblea.

 6.   Nella fase  di prima  attuazione degli  A.T.C. gli adempimenti  dell'Assemblea  dei Delegati, di  cui  al precedente comma  cinque, vengono effettuati,  in sede di  prima riunione,  mediante ratifica  degli atti  già adottati dal Comitato di Gestione.

 

Art.  12

 

 1.   L'Assemblea  viene   convocata  e  presieduta  dal Presidente  del   Comitato  di Gestione   almeno  ogni semestre e comunque quando  debbano essere trattati gli argomenti di cui al precedente  art. 11 comma cinque.

 2.  La  convocazione   dell'Assemblea  è   resa  nota tramite  comunicazione personale ai  singoli  delegati oppure da manifesti murali  fatti stampare ed affiggere nei Comuni il cui  territorio è ricompreso nell'A.T.C., nonché  con   comunicazione  scritta   ad affrancatura ordinaria, a cura del Comitato  di Gestione con i fondi di dotazione dell'A.T.C..

 3.   Il manifesto  murale di  cui al  comma precedente, dovrà riportare  l'indicazione del luogo, data  ed ora, prevista  per  la  prima   e  la  seconda  convocazione assembleare, nonché il relativo ordine del giorno.

 4.   Le decisioni  assunte  dall'Assemblea sono  valide quando conseguono il  voto favorevole della maggioranza dei  presenti e  votanti.   Le  astensioni non  vengono computate  tra  i  voti  validi.  In  caso  di  parità, prevale il voto del Presidente.

 5.   Le  decisioni  assembleari vengono  inoltrate  dal Presidente al Comitato di Gestione dell'A.T.C..

 6.  L'Assemblea dei cacciatori è validamente costituita in prima  convocazione quando siano presenti  minimo il 60% dei  delegati, in  seconda convocazione  minimo 20% dei delegati.

 7.  Qualora le riunioni  dell'Assemblea, per carenza di numero  legale, non  siano da ritenersi valide  sia in prima  che in  seconda convocazione,  il Presidente  lo comunica all'Amministrazione  Provinciale competente ed al   Comitato  di   Gestione che, deliberando  sugli argomenti per i quali  deve essere sentita l'Assemblea, ne farà menzione negli atti deliberativi.

 8. Il Comitato  di Gestione  dell'A.T.C., sulla  base dello   Statuto  Tipo   propone all'Assemblea   dei cacciatori l'adozione dello Statuto il quale, recependo le norme inerenti il funzionamento dell'A.T.C. disposte dal  presente Statuto,  disciplina quanto previsto dal secondo comma dell'art. 24 della L.R. 30/94.

 

 TITOLO V

  ATTIVITA' VENATORIA NEGLI A.T.C.

 

  Art. 13

 

1.   In considerazione  delle esigenze  di riequilibrio delle  presenze venatorie  e di  un prelievo  venatorio compatibile con la  conservazione della fauna selvatica è fissato, ai sensi degli articoli  14 e 36 della Legge157/92,  in 1:19,01  il rapporto cacciatore/superficie agro-silvo-pastorale del comprensorio omogeneo espressa in ettari.  L'adeguamento di  tale rapporto avviene con periodicità quinquennale ai sensi dell'art.  14 - comma terzo della Legge 157/92.

2.  Per  ogni A.T.C. è consentito  l'accesso, nei modi, tempi e  con le  priorità previste dall'art.   22 della L.R.   30/94  del  numero  di  cacciatori  iscritti  ed ammessi determinato sulla base  del parametro di cui al comma precedente.

 

 Art. 14

 

1.   Il  Comitato   di  Gestione  dell'A.T.C.,  sentita l'Assemblea  dei  cacciatori, delibera l'entità  della quota annuale  di partecipazione da versare,  in uguale misura, dai cacciatori  iscritti ed  ammessi,  nonché sulle forme di partecipazione richieste loro.

 2. La   quota   di   partecipazione,   versata   dai cacciatori  ed  introitata  dal  Comitato di  Gestione dell'A.T.C.,  non  deve  essere  superiore  alla  tassa annuale di concessione regionale  per  l'abilitazione all'esercizio venatorio con fucile  a più di due colpi. I cacciatori  non   residenti  in  regione   e  ammessi nell'A.T.C.,  su delibera del Comitato  di  Gestione, sentita  l'Assemblea  dei Delegati,  corrispondono  una diversa quota  annuale di partecipazione,  comunque non superiore alla quota massima fissata dalla regione.

 3.  I  titolari degli appostamenti  fissi corrispondono una quota pari alla metà di quella ordinaria deliberata dal Comitato di Gestione.

 4.  Il  Comitato di Gestione dell'A.T.C.  può prevedere una adeguata riduzione della quota di partecipazione, o altra forma  di riconoscimento,  quale compenso  per le prestazioni richieste ai cacciatori iscritti ed ammessi all'A.T.C..

 

Art.  15

 

1.  L'esercizio venatorio o l'addestramento dei cani da caccia all'interno  dell'A.T.C. è consentito  nei modi, tempi e  per le  specie selvatiche  cacciabili previste dal calendario venatorio  regionale annuale  salvo che per il  territorio individuato  quale area  contigua ai Parchi  naturali nazionali  e  regionali  nel quale  il prelievo venatorio viene   disciplinato   in   modo differenziato  nel  presente   regolamento,  così  come previsto  dal  terzo  comma dell'art.   20  della  L.R. 30/94.

            

  Art. 16

 

1.   Il  Comitato  di Gestione  dell'A.T.C.,  dopo  una attenta ricognizione delle  risorse e della consistenza faunistica   attuata   mediante   adeguati   censimenti organizzati attraverso    un   apposito   regolamento deliberato dal Comitato di  Gestione, sentito il parere dell'Assemblea dei delegati,  determina il quantitativo di selvaggina  da immettere  sul territorio a  scopo di ripopolamento venatorio.

 2.   Le specie  di fauna  selvatica che,  eventualmente possono essere  immesse per il ripopolamento venatorio nel   territorio  dell'A.T.C.,   evitando  inquinamenti genetici, sono così individuate:

 - lepre (lepus europeanus)

 - fagiano (phasianus colchicus)

 - starna (perdix perdix)

 - coturnice (alectoris greaca).

 3.   La  Giunta  Regionale,  previo  parere  vincolante dell'I.N.F.S.,  può   autorizzare,  su   richiesta  del Comitato  di Gestione  dell'A.T.C.,  l'immissione e  la reintroduzione di  specie selvatiche diverse  da quelle previste dal comma precedente del presente articolo.

 4.  Le specie selvatiche da immettere devono provenire, preferibilmente,   da   catture effettuate   in   aree protette,  Centri di  riproduzione  di fauna  selvatica allo  stato naturale  o  da  allevamenti di  selvaggina nazionali   e,   comunque,  scortate   dalla relativa certificazione di sanità.

 5.  Le specie selvatiche  immesse devono essere marcate con   anelli   o contrassegni riportanti   i   dati identificativi dell'A.T.C.,  un numero  progressivo per le singole specie e l'anno dell'avvenuta immissione.

 6.  Tutte le operazioni di immissione sono riportate, a cura  di un  delegato  dal Presidente  del Comitato  di Gestione, su di un  registro vidimato dalla Provincia e sempre   visionabile  da   quest'ultima.   Le   notizie prioritarie   da   riportare   sul registro   devono riguardare:

 a) la quantificazione delle specie immesse;

 b) la localizzazione di  massima delle zone interessate all'immissione   con  i   dati  relativi   desunti  dai contrassegni dei capi selvatici immessi;

 c) epoca dell'immissione;

 d)  provenienza  dei  capi   di  selvaggina  immessi  e certificazione sanitaria.

 7.  Al  fine di  consentire ripopolamenti  venatori con specie selvatiche  autoctone e di garantita rusticità, il   Comitato  di   Gestione  può   stipulare  apposita convenzione con allevamenti  di  selvaggina  al  fine d'acquisire capi animali di selvaggina allevati secondo standards  qualitativi preventivamente concordati.

 

 Art. 17

 

1.  Il Comitato di  Gestione dell'A.T.C., prima di ogni stagione   venatoria,  deve consegnare   a  tutti   i cacciatori, che  hanno diritto  all'accesso all'A.T.C., un tesserino nominativo sul  quale il  cacciatore deve annotare,   immediatamente   dopo l'abbattimento   e sinteticamente, per ogni  capo di selvaggina abbattuto:

la  specie   selvatica;  i  dati  di   contrassegno  di marcatura  se   presente;  il   luogo  e la   data  di abbattimento, e preferibilmente il sesso dell'animale.

2.  Il documento di cui  al precedente comma è definito tesserino   di  abbattimento   e non   sostituisce  il Tesserino venatorio regionale  previsto al primo comma, lettera c), dell' art.  18 della L.R.  30/94.

3.  Il cacciatore iscritto  od ammesso in A.T.C.  deve, entro  il 10  febbraio  di ogni  anno, riconsegnare  il tesserino   di  abbattimento   all'A.T.C.  che   lo  ha rilasciato.

4.  Il  Comitato di Gestione, per  verifiche periodiche degli  abbattimenti, può richiedere al cacciatore  in qualsiasi  periodo   della  stagione   venatoria  copia aggiornata del tesserino di abbattimento.

 5.  Il Comitato  di Gestione entro il 15  marzo di ogni anno, deve  provvedere ad annotare sul  registro di cui al sesto comma dell'art.   16 del presente Regolamento, le notizie   inerenti  gli   abbattimenti  intervenuti durante la  stagione venatoria conclusa, e  desunte dai tesserini di abbattimento.

 

 Art.  18

 

1.  Il Comitato di Gestione dell A.T.C. può deliberare, dandone  immediata comunicazione  alla   Provincia  e sentita l'Assemblea dei cacciatori, di :

a) escludere,  temporaneamente o per  l'intera stagione venatoria,   dalle   specie cacciabili   uccelli   e/o mammiferi stanziali;

b) individuare all'interno  del territorio dell'A.T.C., aree in cui vietare l'attività venatoria.

2.   L'attività venatoria,  eventualmente prevista  dal Calendario Venatorio  Regionale, esplicata  nel periodo compreso fra il  1° gennaio ed il 31  gennaio con l'uso dei  cani da  seguita,  dovrà  essere disciplinata  dal Comitato  di  Gestione dell'A.T.C. d'intesa con  la Provincia, in modo che essa non determini nocumento per le specie selvatiche per  le quali l'attività venatoria in detto periodo risulta preclusa.

 3.  Lo scambio delle  giornate di caccia concordate tra i diversi  Comitati di  Gestione di cui all'art.   25 comma  10 della  L.R.  30/94,  non potrà  riguardare un numero di giornate di caccia  superiore ad un terzo del numero di giornate dell'intera  stagione venatoria e un numero  di cacciatori,  per  ogni  singola giornata  di caccia, superiore ad un decimo di quelli aventi diritto di accesso all'A.T.C..

 

 

 Art. 19

 

1.   All'interno  del  territorio  agro-silvo-pastorale dell'A.T.C.,  con  esclusione  dei mesi di  maggio  e giugno, la Provincia può  autorizzare, su richiesta del Comitato  di Gestione  dell'A.T.C.,  lo svolgimento  di prove  cinofile  riconosciute   al  livello regionale, nazionale, internazionale e  di tipo amatoriale, nonché prove  attitudinali  su quaglie  liberate,  in  ambiti delimitati.

 2.   Il  Comitato  organizzatore   di  tali  gare  deve destinare il  15% dei  proventi che ne scaturiscono al Comitato di Gestione dell'A.T.C..

 

 Art.  20

 

1.  Il  controllo della fauna selvatica  del territorio dell'A.T.C. avviene secondo  quanto stabilito dal terzo comma dell'art. 37 della L.R. 30/94.

2.  La  vigilanza venatoria è affidata  al personale di cui ai commi primo, quarto e quinto dell'art.  44 della L.R. 30/94.

3.   La Provincia,  a cui  è stato  inoltrato da  parte degli agenti di  cui al comma precedente  il verbale di contestazione di infrazione di qualsiasi articolo della L.R. 30/94 e/o  della  Legge  157/92, deve  inoltrare, fotocopia   del  verbale   al   Comitato di   Gestione dell'A.T.C. competente territorialmente.

 

 

 TITOLO VI

  DOTAZIONE FINANZIARIA DELL'A.T.C.

 

  Art. 21

 1.  Il  fondo della dotazione finanziaria  del Comitato di Gestione dell'A.T.C. è così costituito:

 a)   finanziamento   erogato    dalla   Provincia,   in proporzione     alla    superficie   di territorio agro-silvo-pastorale    del    relativo    Comprensorio faunistico omogeneo, secondo quanto disposto dal quarto comma, lettera  e), dell'art.   49 della L.R.   30/94 e successive modificazioni ed integrazioni;

 b)  quote  di  partecipazione  versate  dai  cacciatori iscritti ed ammessi all'A.T.C.;

 c)   finanziamento   erogato    dalla   Provincia,   in proporzione  alla  superficie agro-silvo-pastorale  del relativo comprensorio  omogeneo, da destinare  da parte del Comitato di  Gestione dell'A.T.C.  al risarcimento dei danni  causati dalle  specie selvatiche,  così come disposto dal quarto comma dell'art.  42 e per una quota pari a quanto disposto  dal quarto comma,  lettera c), dell'art.    49   della   L.R.   30/94   e successive modificazioni ed integrazioni;

 d)  contributi finanziari  erogati  dalle Provincie  in favore dei Comitati di Gestione per finanziare progetti finalizzati  a  miglioramenti   ambientali,  così  come disposto dal quarto comma  lettere a) e  b), dell'art. 49  della L.R.   30/94  e  successive modificazioni  ed integrazioni;

 e)   ogni  altro   provento   acquisito  in   relazione dell'attività svolta e prevista  dal presente Statuto e dalle norme Regionali.

 2.  Le spese correnti  per il funzionamento dell'A.T.C. nonché  per i  compiti di  istituto vengono  di seguito classificate   e  con   imputazione  differenziata   di bilancio:

 - spese per  il funzionamento  organizzativo, locazione della sede e servizi connessi all'uso di tali locali;

- spese di cancelleria e tipografia;

- spese   inerenti   la    tabellazione   dei   confini perimetrali dell'A.T.C.;

- spese inerenti  l'acquisto di  macchine e  mobili per ufficio;

- spese per l'acquisto di strumenti e mezzi tecnici;

- spese   di  manutenzione   per  le   attrezzature  in dotazione;

- rimborsi spese ed eventuali gettoni di presenza per i rappresentanti dei Comitati di Gestione dell'A.T.C.;

- spese per  l'effettuazione e progettazione  dei piani di miglioramento ambientale;

- spese  per  risarcimento  danni causati  dalla  fauna selvatica;

- spese  per  l'acquisto  di  capi  di  selvaggina  per ripopolamento venatorio;

- compensi e rimborsi dovuti ai Revisori dei Conti.

 

Art. 22

 

1.  Il bilancio di  previsione è approvato dal Comitato di Gestione dell'A.T.C..

Alle spese correnti, ai fabbisogni per la realizzazione di   progetti    di   miglioramento ambientale,   al risarcimento dei danni causati dalla fauna selvatica ed all'eventuale acquisto  dei   capi  di  selvaggina  da immettere,  quali   il  ripopolamento   venatorio, nel territorio dell'A.T.C. si  provvede tramite il bilancio di  previsione  che  il  Comitato di Gestione  dovrà redigere  entro  il  31   dicembre  di  ogni  anno  per l'esercizio successivo; detto bilancio verrà realizzato predisponendo il  quadro di riepilogo  delle previsioni di fabbisogno e determinando i quantitativi per i quali si  ravvisa  la necessità per  l'esercizio  contabile successivo.    Applicando   agli    stessi   i   prezzi ipotizzabili in rapporto alla  data di acquisizione, si determina la spesa occorrente ripartita fra i capitoli di bilancio ai quali la stessa dovrà essere imputata.

 2. Qualora  si  rendessero necessarie  forniture  non previste  dal bilancio  di previsione,  il Comitato  di Gestione  dell'A.T.C. deve  provvedere a  ricercarne la relativa copertura finanziaria nell'ambito del bilancio di previsione.

 3. La gestione  del bilancio  deve essere  improntata alla regola del pareggio economico.

 

 Art. 23

 

1.  Per forniture e  prestazioni di importo inferiore a un  milione  di lire,  il  Presidente del Comitato  di Gestione  può  provvedere,   autonomamente,  alla  loro acquisizione o esecuzione  facendosene   rilasciare relativa  fattura quietanzata  e provvedendo, altresì, all'annotazione   di   quest'ultima   nelle   scritture contabili.  Al  Presidente del Comitato di  Gestione è altresì  consentito dotarsi  di  un fondo  di cassa  di cinquecentomilalire per le spese economali.

 2.  Per le forniture e prestazioni di importo inferiore a tre milioni  e per  le quali ricorrono i presupposti della massima urgenza, il  Presidente deve provvedere a contattare almeno  tre ditte  di fiducia  richiedendo i preventivi della fornitura o prestazione.

 3.  Il Presidente deve  sottoporre i preventivi, di cui al comma precedente, all'esame del Comitato di Gestione dell'A.T.C.  che   può  autorizzare  l'acquisto   o  la prestazione.

 

 Art. 24

 

1.   Qualora  la  fornitura  o la  prestazione  sia  di importo  superiore  a  quello  stabilito dall'articolo precedente, il  Presidente del Comitato di  Gestione su incarico  di quest'ultimo,  deve  inviare  lettera  di invito   ad  almeno   tre  ditte   scelte  fra   quelle specializzate per la fornitura.

2.  La  lettera di invito  di cui al  comma precedente, deve riportare:

 - la  natura  e le  modalità  della  fornitura o  della prestazione;

- l'importo massimo per l'aggiudicazione;

- scadenza per l'inoltro dell'offerta;

- modalità di pagamento e controllo.

 3.  Le  offerte devono pervenire alla  sede dell'A.T.C. in  busta chiusa  e riportante all'esterno la  scritta "Offerta relativa a ...".

 4.  L'apertura delle buste  deve avvenire alla presenza del  Presidente  e  di  altri  due  rappresentanti  del Comitato di Gestione e da quest'ultimo designati.

 5.   Si aggiudicherà  la fornitura  il concorrente  che avrà  presentato l'offerta  più conveniente  e comunque per  un   importo  non  superiore  al   prezzo  massimo stabilito.

 6.  Qualora alla scadenza  non siano pervenute offerte, il Comitato di Gestione potrà procedere a nuova gara.

 7.   Di  tutti  gli  atti compiuti  e  delle  decisioni assunte dall'apertura delle  buste, deve essere redatto verbale    che,    sottoscritto   dai    rappresentanti intervenuti,   è rimesso   al  Comitato   di  Gestione dell'A.T.C..

 8.   Il  Presidente  del  Comitato  di  Gestione,  dopo comunicazione alla  ditta dell'avvenuta aggiudicazione, verifica la regolarità della fornitura o prestazione.

 9.  Qualora non siano  state riscontrate irregolarità o difetti,  che  comunque  devono essere  immediatamente contestate  per iscritto  al  fornitore, il  Presidente appone  il visto  di  regolarità sulla  fattura  e  la inoltra al Comitato di Gestione dell'A.T.C..

 10.  Il  Comitato di  Gestione dell'A.T.C.  delibera il corrispettivo  richiesto entro sessanta giorni,  salvo patti in  deroga, dalla  data della fattura  e provvede che la stessa venga annotata nelle scritture contabili.

 11.   Per l'acquisto  di  capi,  provenienti da  centri regionali  di riproduzione  della fauna  selvatica allo stato   naturale  o   da   allevamenti  di   selvaggina Regionali,  il Comitato  di Gestione  può avvalersi  di apposito contratto di convenzione.

 

 Art. 25

 

1.  Il Comitato di Gestione  dovrà disporre di un conto corrente  postale sul  quale  i  cacciatori iscritti  e ammessi potranno effettuare i pagamenti dovuti.

2.  Il Comitato di Gestione dell'A.T.C. può utilizzare un conto corrente  bancario, su cui far confluire la sua dotazione finanziaria e per il pagamento di qualsiasi spesa derivante dalla gestione, stipulandi un’apposita convenzionecon un Istituto bancario prescelto.

3. Tutti i mandati di pagamento devono essere autorizzati dal Comitato di Gestione e firmati dal Presidente o da altro rappresentante  da quest’ultimo delegato.

 

  Art. 26

 

 1.   Entro il  31 marzo  di  ogni anno  il Comitato  di Gestione  dell'A.T.C.  predispone il  conto  consuntivo dell'esercizio  finanziario  precedente  relativo  alle spese liquidate o da  liquidarsi per tutte le categorie di intervento.

 2.  Al  rendiconto devono  essere allegati  i documenti giustificativi  di  spesa debitamente  quietanzati  e fiscalmente regolari.

 3.  Qualora l'erogazione degli  stati di avanzamento di un  progetto interessi  esercizi contigui,  le attività relative  devono essere  rendicontate per  la parte  di spese relative all' anno di esercizio.

 

 Art.  27

 

1.   Il  Collegio dei  Revisori  dei  Conti esamina  il bilancio di  previsione ed  il rendiconto  consuntivo e compie  tutte le  verifiche necessarie  per assicurarsi del regolare  andamento   della  gestione   economica dell'A.T.C..

 2.  Almeno quindici giorni prima della data fissata per lo  svolgimento   dell'Assemblea per  il   parere  sul bilancio,   il  Comitato   di  Gestione   trasmette  il bilancio preventivo o   consuntivo  al  Collegio  dei Revisori dei  Conti per l'opportuno controllo  e per la stesura della propria relazione.

 3.   Il  Collegio  dei  Revisori  dei  Conti,  dopo  le verifiche  di cui  sopra, rimette esauriente relazione al   Comitato   di    Gestione   e,   per   conoscenza, all'Amministrazione Provinciale competente.

 4.   Il Comitato  di Gestione  dell'A.T.C., sentita  la Provincia, delibera in merito all'entità dei compensi e dei gettoni di presenza  da corrispondere ai componenti del Collegio dei Revisori dei Conti.

 5.  IL  Collegio dei Revisori dei  Conti nell'espletare le operazioni  di verifica deve richiedere  la presenza del Presidente dell'A.T.C. o di un suo delegato .

 

   Art.28

 

1.  Entro  il 31 marzo  di ogni anno il  Presidente del Comitato  di Gestione  dell'A.T.C. deve  presentare, in duplice copia  e sottoscritto il  rendiconto consuntivo annuale corredandolo  della relazione del  Collegio dei Revisori  dei  Conti, all'Amministrazione  Provinciale competente.

 2.  Se entro il 10 Aprile  di ogni anno non siano stati fatti pervenire i documenti di cui al comma precedente, l'Amministrazione   Provinciale    deve   disporre   la sospensione dei  finanziamenti  in  corso,  nonché  il rimborso di quelli già erogati fatte salve le eventuali altre azioni di tutela.

 

TITOLO VII

SANZIONI DISCIPLINARI A CARICO DEI CACCIATORI DELL'A.T.C.

 

  Art. 29

 

 1.  Il Comitato di  Gestione dell'A.T.C., qualora venga in possesso di atti comprovanti che a carico di uno dei cacciatori  iscritti o  ammessi all'A.T.C.  siano state irrogate sanzioni penali  ed  amministrative per  aver violato  le  leggi  e i  regolamenti  che disciplinano l'attività  venatoria  nonché   le  disposizioni  dello Statuto  dell' A.T.C.  di appartenenza,  delibera sulla proposta di provvedimenti disciplinari da intraprendere nei confronti del cacciatore sanzionato.

 2.    I  provvedimenti   disciplinari  deliberati   dal Comitato  di  Gestione   dell'A.T.C.,  fatte  salve  le sanzioni   previste   per  le   violazioni   commesse, consistono nel:

 1) Richiamo ufficiale scritto per:

 a - mancata collaborazione  per la gestione dell'A.T.C. di appartenenza;

b - mancata   compilazione,  riconsegna   nei   tempi stabiliti e deterioramento volontario del tesserino di abbattimento rilasciato dall'A.T.C.;

c - ritardato pagamento della quota di partecipazione;

d -  nei  casi in  cui  il  trasgressore ha  effettuato l'oblazione,  o  ha  riportato sentenza definitiva  o decreto penale di condanna  divenuto definitivo per una delle violazioni delle  disposizioni  sanzionate  dal primo  comma dell'art.   30  L.  11/02/92,  n.  157,  o quando   ha   pagato   l'oblazione  per   le   sanzioni amministrative previste dall'art.  31 L.  11/02/92, n. 157, e dall'art. 46 della L.R. 31/05/94, n. 30.

 2) Sospensione per un  periodo di quindici giorni utili all'attività  venatoria   nel territorio dell'A.T.C., dopo:

 - due  richiami  ufficiali  scritti  nell'arco  di  due annate venatorie consecutive;

- la  presentazione  di  attestati di  prestazioni  mai eseguite per conto dell'A.T.C.;

- lo svolgimento  dell'attività venatoria  nell'A.T.C. senza aver  prima effettuato  il pagamento  della quota associativa;

- sospensione dell'attività  venatoria dell'A.T.C. fino a quando non venga esibita l'attestazione dell'avvenuto pagamento di quote  associative arretrate stabilite dal Comitato di Gestione.

 3) Espulsione dall'A.T.C. di appartenenza per un'annata venatoria qualora:

 - nell'arco  di tre  stagioni venatorie  consecutive il cacciatore è stato sospeso per due volte ;

- ha tenuto titolo di accesso all'A.T.C. mediante falsa dichiarazione determinante per l'accesso all'ambito;

- il  cacciatore, sospeso  per  aver svolto  l'attività venatoria  senza avere  prima versato  la dovuta  quota associativa,  non  provveda,   entro  20  giorni  dalla notificazione  della  sospensione,  a pagare  la  quota dovuta;

- il    cacciatore   pratichi    l'attività   venatoria nell'A.T.C.  durante il  periodo  nel  quale gli  viene applicata la sanzione della sospensione.

 

 

 Art. 30

 

1.   Gli  atti  deliberativi assunti  dal  Comitato  di Gestione  concernenti i provvedimenti disciplinari  di cui  al precedente  articolo del  presente Regolamento, devono  essere inviati  all'Amministrazione Provinciale di   residenza  del   cacciatore ed  a quest'ultimo notificati,  tramite lettera  raccomandata A.R.,  entro sette giorni dalla data in cui sono stati intrapresi.

 2.   Il  cacciatore  interessato  dalla  richiesta  dei provvedimenti  disciplinari  a  sua carico,  entro  tre giorni  dalla  data  di  notifica può,  se  lo  ritiene opportuno, far pervenire     all'Amministrazione Provinciale le sue controdeduzioni.

 3.    Nell'ipotesi   di   cui  al   comma   precedente, l'Amministrazione  Provinciale, visti gli atti  in suo possesso, entro trenta giorni dalla data di ricevimento delle controdeduzioni, delibera in merito e notifica la decisione assunta  al Comitato di Gestione dell'A.T.C. interessato   nonché  al   cacciatore,  indicando   nel contempo  il periodo   dell'eventuale  sospensione  od espulsione.